Zecche
Termine generico per indicare gli acari appartenenti alle famiglie Ixodiadae e Argasidae. L’estremità craniale di questi insetti è dotata di un rostro con apertura ventrale dotato di dentelli. La zecca è un ectoparassita ematofago che infesta soprattutto i mammiferi, il suo ciclo biologico avviene principalmente durante la fissazione dell’ectoparassita alla cute dell’ospite. La puntura di una zecca causa una semplice lesione cutanea di modesta entità. L’importanza patogena dell’evento in sé può derivare dal fatto che, quando viene punta la cute del capo o del collo, possono insorgere fenomeni paralitici di tipo ascendente, che interessano dapprima gli arti inferiori, indi quelli superiori nonché i centri nervosi encefalici con possibile esito letale soprattutto nei bambini. Possono poi trasmettere agenti patogeni responsabili anche della febbre bottonosa, febbre ricorrente, tifo di San Paolo. Il loro habitat si localizza soprattutto nelle zone umide, ai margini dei boschi e nelle zone ricche di sottobosco e vicine ai corsi d’acqua. Abbondano ad altitudini inferiori ai 1000 metri soprattutto dalla primavera all’autunno. Quando si frequentano queste zone è consigliabile camminare sempre al centro dei sentieri, non sedersi per terra e vestirsi con indumenti a manica lunga. Se si viene punti da una zecca ricordarsi che ciò non significa automaticamente contrarre una malattia, tuttavia è necessario adottare alcuni accorgimenti. Bisogna estrarla con una pinzetta afferrandola il più possibile vicino alla cute, quindi estrarla esercitando una leggera torsione. Estrarre poi il rostro con un ago sterilizzato disinfettando poi adeguatamente la zona.
E’ consigliabile non assumere antibiotici per non mascherare gli eventuali sintomi di malattie. E’ sempre consigliabile contattare il medico di famiglia. |